1+1+1+1... =1

Things for me to be me
~ Domenica, Maggio 22 ~
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Non sentiva il desiderio di stare con gli altri, in mezzo alla gente. Non che la odiasse o roba simile, non era uno di quei matti schizzati che di punto in bianco prima o dopo prendevano un fucile, andavano in un centro commerciale e facevano fuori un sacco di persone prima di spararsi a loro volta in piena fronte. No. Lui adorava la sua vita. Non si sarebbe sparato per niente al mondo, neanche morto. E non avrebbe sparato a nessuno. Il mondo era normalmente, comprensibilmente, in un certo senso gradevolmente fastidioso. È un problema di compatibilità. Persone uguali a me ce ne sono, si diceva, ma hanno tutte due pregi-difetti: uno, sono poche; due, invece di uscire e lasciarsi deprimere dalla diversità degli altri, amano starsene tutto il tempo in casa a fantasticare delle possibili persone-uguali nascoste chissà dove. Ecco perché non ho un vero amico o un migliore amico o una ragazza o un’anima gemella o stronzate del genere: perché queste mie anime gemelle sono – essendo anime gemelle – chiuse in casa a scrivere “ecco perché non ho un vero amico o un migliore amico o una ragazza o un’anima gemella o stronzate del genere: perché queste mie anime gemelle sono – essendo anime gemelle – chiuse in casa a scrivere ‘ecco perché non ho un vero amico o un migliore amico o una ragazza o un’anima gemella o stronzate del genere: perché queste mie anime gemelle sono – essendo anime gemelle – chius in casa a scriv
E se anche un giorno ne avesse trovata una, se anche si fossero diciamo casualmente incontrati mentre andavano al cinema da soli o al supermercato a fare la spesa e, contro le proprie identiche e rispettive abitudini e inclinazioni, avessero trovato il coraggio di fare il primo passo e di parlarsi e poi, essendo uguali, si fossero innamorati e avessero deciso di andare a vivere insieme e di trascorrere insieme il resto della loro vita, alla fine avrebbero comunque dovuto arrendersi alla reciproca e naturale necessità di assecondare il desiderio di starsene per tutto il tempo chiusi da soli da qualche parte a trafficare ciascuna coi fatti propri.
Certo, avrebbero potuto guardare insieme un film, di tanto in tanto, o leggere un libro, o ascoltare musica, fare una passeggiata, mangiare una pizza eccetera, ma il senso ultimo del loro stare insieme, in quanto persone profondamente simili e compatibili e bizzarre e selvatiche e fatte evidentemente l’una per l’altra perché capaci di lasciare l’altra libera di essere esattamente e spontaneamente com’era, sarebbe stato non stare insieme.