[…] Fui invitato anch’io a dire la mia. Dissi che, contrariamente agli slogan della retorica fascista, consideravo il popolo italiano come scarsamente guerriero. Guerrieri sono gli entusiasti. Il popolo italiano è passionale, ma non entusiasta: pelle calda e testa ghiaccia. E’ scettico. Non crede a nulla, meno a ciò che il Guicciardini chiamava “il suo particulare”. C’erano anche delle circostanze fisiche a rendere domestico e pacifista l’italiano. Guardando i soldati russi, tedeschi, finlandesi e polacchi, ero rimasto sbalordito dalle dimensioni delle loro mani e piedi. Erano omaccioni straordinariamente forti, animaleschi e insensibili. La vita individuale, per loro, non contava nulla. I loro capi li buttavano a massa nella fornace, e il singolo moriva con indifferenza, senza nemmeno lamentarsi. Gl’italiani sono piccoli e delicati, hanno un naturale e civile orrore del sangue, la vita individuale per loro è tutto. L’unica realtà estraindividuale in cui credono non è la patria, ma la famiglia. Per questo si battono bene solo quando sono attaccati e un nemico minaccia le loro case.
— Indro Montanelli - Qui non riposano
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