Petrarca […]”, lo interruppe Boccaccio, ” […] una donna poetessa è doppiamente donna. E’ troppo per un misogino come me”.
”Senti, Boccaccio,” disse Goethe ”perché ti vanti sempre di essere un misogino?”.
”Perché i misogini sono la parte migliore degli uomini”.
A queste parole tutti i poeti reagirono con clamori ostili. Boccaccio fu costretto ad alzare la voce.
”Cercate di capirmi. Il misogino non disprezza le donne. Il misogino non ama la femminilità. Gli uomini si dividono da sempre in due grandi categorie. Gli adoratori di donne, altrimenti detti poeti, e i misogini, o per meglio dire, ginofobi. Gli adoratori o poeti venerano i valori femminili tradizionali come il sentimento, il focolare, la maternità, la fecondità, i bagliori sacri dell’isteria e la voce divina della natura dentro di noi, mentre ai misogini o ginofobi questi valori ispirano un leggero terrore. In una donna l’adoratore venera la femminilità, mentre il ginofobo alla femminilità preferisce le donne. Non dimenticate una cosa: una donna può essere felice solo con un misogino. Con voi nessuna donna è stata mai felice!”.
”Senti, Boccaccio,” disse Goethe ”perché ti vanti sempre di essere un misogino?”.
”Perché i misogini sono la parte migliore degli uomini”.
A queste parole tutti i poeti reagirono con clamori ostili. Boccaccio fu costretto ad alzare la voce.
”Cercate di capirmi. Il misogino non disprezza le donne. Il misogino non ama la femminilità. Gli uomini si dividono da sempre in due grandi categorie. Gli adoratori di donne, altrimenti detti poeti, e i misogini, o per meglio dire, ginofobi. Gli adoratori o poeti venerano i valori femminili tradizionali come il sentimento, il focolare, la maternità, la fecondità, i bagliori sacri dell’isteria e la voce divina della natura dentro di noi, mentre ai misogini o ginofobi questi valori ispirano un leggero terrore. In una donna l’adoratore venera la femminilità, mentre il ginofobo alla femminilità preferisce le donne. Non dimenticate una cosa: una donna può essere felice solo con un misogino. Con voi nessuna donna è stata mai felice!”.
— Milan Kundera - Il libro del riso e dell’oblio
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